Avellino e' una di quelle citta' che non si sente mai nominare. A volte sorrido da sola pensando a quanti mi hanno chiesto dove si trovasse. Avellino e' la capitale dell'Irpinia, completamente rasa al suolo dal terremoto dell'80' e ricostruita piano piano nel corso degli ultimi ventotto anni. Purtroppo, ci sono ancora zone malconcie, ma, ritornando saltuariamente nella mia citta' natale, trovo sempre nuove sorprese. I lavori al restauro del Castello si svolgono a pieno ritmo e La Casina del Principe, l'antica dimora di caccia dei Caracciolo, completamente ultimata e finalmente aperta al pubblico. Questa estate, per tutto il mese d'agosto si e' tenuta una interessante mostra dal titolo: Caravaggio ad Avellino-Le Mostre impossibili. Questo progetto ideato dalla
RAI, vide la luce nel 2003 a Napoli e si sposto' poi in numerose citta' da Tokyo a Roma, da Salerno

a New York riscuotendo un enorme successo di pubblico. Fin'ora i visitatori sono stati circa 600.000. Le opere esposte, non sono quelle originali di Michelangelo Merisi da Caravaggio, bensi' riproduzioni digitali ad altissima definizione in scala 1:1. L'unicita' della mostra risiede nell'impossibilita' materiale di far convergere tante e tali opere, facenti parte di collezioni private e musei, in un unico luogo. Certo, guardare un vero dipinto del Caravaggio e' un'emozione impareggiabile, ma ben vengano manifestazioni e mostre come queste. La cultura ci fa solo piacere vista la penuria..
Altra tappa e' stata
Nusco, uno dei
borghi piu' belli d'Italia, bandiera arancione del
Touring Club Italiano, e regno di
Antonio Pisaniello, acclamato chef di fama internazionale della
Locanda di Bu. Il centro di Nusco si adagia su un monte lungo la linea spartiacque appenninica, tra le valli dell'
Ofanto e del
Calore. È definito
"balcone dell'Irpinia", poiché dagli spalti del suo castello o dai viali che costeggiano il paese si può ammirare un panorama stupendo il cui vasto orizzonte spazia dal massiccio del
Vulture alla cima del
Montagnone di Nusco, al
Terminio, al
Partenio, al
Taburno, al
Matese e all'
Appennino Dauno.
A sud di Nusco si trova l'abbazia di
San Guglielmo al Goleto del
1135, uno dei luoghi piu' suggestivi che abbia mai visitato. Un luogo per far pace con se stessi e trovare serenita'.
































La cucina di Antonio Pisaniello e' una cucina legata al territorio, ma rivisitata. La scelta e' la qualita' dei prodotti e' eccellente. Buona la creativita' e l'assemblaggio. L'unica nota negativa del pranzo consumato presso il suo ristorante qualche settimana fa, e' stata l'attesa interminabile delle portate. Intervalli di 40 minuti fra un primo e l'altro, tra l'appetizer e gli antipasti. Questa cosa mi urta molto perche' inizia la fase di digestione, si perde il senso dell'appetito e non si gustano appieno i piatti. Alla fine del pranzo un po' rammaricati dalla lungagine di esso, abbiamo pero' saputo dalla moglie di Antonio, che purtroppo, il padre di quest'ultimo aveva avuto un infarto qualche giorno prima. Nonostante cio', seppure con la testa impegnata in tutt'altra sfera, com'e' giusto che sia, Antonio non aveva abbandonato la cucina, e ha cercato di fare del suo meglio. Siamo esseri umani, puo' capitare a tutti di avere qualche giornata no e io ne so qualcosa.
Per diritto di cronaca vi elenco il nostro menu' degustazione:
Stuzzichino di arancino di riso, Pane alle e olive e focaccie alla cipolla, Rotolo di ricotta fritta su crema di piselli e prosciutto di Venticano, Parmigiana di melanzane rivisitata, Paccheri con fave e prosciutto di Venticano, Maialino cotto 72 ore a bassa temperatura con crema di mele annurca, Agnello di Carmasciano in varie cotture, crema di melone, tiramisu' con torta caprese, il tutto annaffiato da un ottimo
Aglianico di Mastroberardino. Conto 60 euro a persona circa.
Ristorante La Locanda di BuVicolo dello Spagnuolo 1, 83051 Nusco (AV)
tel. 0827 64619