domenica 16 settembre 2007

...Montefiascone..

Mentre l'amato lavorava instancabilmente dieci ore al giorno, la cuoca avvenente gia' in vacanza, si organizzava le gite quotidiane e da quel di Orvieto sconfinava nelle terre laziali. Alla ricerca di quelle perle di cui tanto si parla ma che non si ha mai tempo di visitare. Ritornava poi in Umbria a raccontare alla dolce meta', tutta invidiosa, delle bellezze scoperte durante il giorno..
Montefiascone

Deve la sua notorietà, oltre alla storia e all'invidiabile posizione, alla produzione e al commercio dell'ottimo e famoso vino Est!Est!!Est!!!



Nel mese d'agosto si svolge un'importante Fiera del vino, con esposizione e commercio dei migliori prodotti come il locale "Est! Est! Est!", l'Aleatico di Gradoli e la Cannaiola di Marta. Nell'ambito della Fiera avvengono varie manifestazioni, tra le quali "In Cantina con Defuk" percorso eno-gastronomico nelle vecchie cantine, spettacoli e concerti serali all'aperto. L'appuntamento al quale non mancare e' il Corteo Storico, che rievoca la leggenda del vino Est!Est!!Est!!!. Si narra che nel 1111 un gruppo imperiale comprendente scudieri, cavalieri, dame, nobili, pellegrini,prelati e mercanti fossero diretti a Roma per l'incoronazione di Enrico V. Ne faceva parte anche un abate Giovanni Defuk, bevitore e amante della buona tavola, preceduto dal suo fedele servitore Martino che aveva il compito di segnalare, lungo il percorso, i luoghi ove era disponibile un buon vino. Dove lo trovava doveva scrivere sulla porta "Est!" ,ovvero "c'è" in latino, e doveva raddoppiare l'esclamazione se il vino fosse stato ottimo. Giunto a Montefiascone l'assaggio del Moscatello del posto convinse Martino a rafforzare l'affermazione con la triplice esclamazione "Est! Est!! Est!!!". La cosa non sfuggì a Defuk, il quale, al ritorno da Roma, decise di fermarsi per sempre a Montefiascone ove morì, si dice, per il troppo bere. Le sue spoglie furono composte nella Chiesa di San Flaviano e la sua tomba riporta un singolare epitaffio: "Per il troppo Est qui morì il mio signore", scritto dal servitore Martino.



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